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Cosa rende fallimentari le diete?

Perché fallisci le diete? È colpa tua o c’è altro?

Scopriamolo!

Se sei qui sicuramente hai provato a seguire più volte una dieta ma sempre con lo stesso risultato: hai fallito!

Forse fin dall’inizio ti è sembrato impossibile seguire la dieta oppure l’hai seguita per un po e poi mollata, o magari sei riuscita a seguirla alla lettera perdendo i chili di troppo ma poi una volta interrotta li hai cominciati a riprendere tornando quasi al punto di partenza, se non peggio.

Ti sarai incolpata, detta di non valere niente o forse ci sarà stato chi ti diceva che non hai abbastanza forza di volontà. È così che i sensi di colpa e la minore stima in te stessa ti hanno portato a dire: “Non ce la farò mai”, “Inutile continuare a provare, non ce la faccio”, “Sono costretta a rimanere in corpo di cui mi vergogno”.

Ma è veramente colpa tua?
È veramente perché come ti dice qualcuno, non hai abbastanza forza di volontà?
Se invece ci fosse altro a rendere fallimentari le diete?

Che ne dici di scoprirlo!
Magari i tuoi sensi di colpa cominceranno a scomparire e comincerai a riacquistare fiducia in te stessa se comprendi cosa porta a fallire nelle diete.

Inizio infatti proprio con il dirti che: “Non è colpa tua!”

Ciò che rende fallimentari le diete è che si basano tutte sull’idea del controllo, della privazione di alcuni cibi, della limitazione e del sacrificio, quindi prima o poi diventano “insopportabili” per chiunque.

Le diete, più sono restrittive più risultano inefficaci nel lungo termine perché si oppongono al processo naturale di controllo del peso (set point), influiscono negativamente sugli aspetti psicologici, emotivi, cognitivi e sociali dell’individuo e rappresentano uno dei fattori predisponenti all’insorgere dei Disturbi Alimentari.

Si comincia a non tollerare più la dieta perché va ad interferire con due concetti fondamentali su cui si basa la nostra relazione con il cibo: il piacere e la libertà.
Se si trascurano questi 2 concetti, qualsiasi dieta che stai seguendo, non potrai portarla avanti nel tempo.

Le ricerche degli ultimi cinquant’anni sui problemi legati al peso corporeo rivelano che il 90% delle persone che fanno una dieta per perdere peso, entro i successivi 5 anni riprendono i chili persi e a volte addirittura di più.

Perché accade, ti chiederai.

Accade perché si tende a seguire il principio del “tutto o nulla” (tipico dei meccanismi dei Disturbi Alimentari) rispetto il quale: se sono a dieta non mangio nulla, quando finisco la dieta, invece, posso rimangiare tutto ciò che voglio.


Durante la dieta un soggetto mette in atto un forte controllo privandosi di tutto, o meglio di tutti i cibi che considera “cattivi” e che solitamente sono anche quelli che gli procurano piacere. Nel momento in cui termina la dieta, l’eccessivo controllo e di conseguenza la forte restrizione che ha messo precedentemente in atto, viene sempre meno, e si fa sempre più fatica a privarsi di quei determinati cibi, decidendo prima o poi di abbandonarsi totalmente al piacere stesso del cibo.

Così, progressivamente si riprendono i chili persi e ogni volta che si proverà a rimettersi a dieta, il controllo che si riusciva ad avere prima sarà sempre meno.

Occorrono diete – se questa è la parola che vogliamo utilizzare – che tengano in considerazione i tuoi gusti e quindi i cibi che ti procurano piacere, ma non solo, per funzionare devono anche tener conto del fatto che il piacere di una persona può evolvere nel tempo e quindi ciò richiede continue modifiche della dieta prescritta.

Il piacere deve potersi sentire libero di esprimersi!

Se non viene tenuta in considerazione la possibilità di esprimere liberamente il proprio piacere alimentare mentre si segue una dieta, dopo la dieta stessa ma a volte anche durante, possono emergere numerose reazioni differenti, che possono andare dal restringere e controllare eccessivamente il cibo, a vere e proprie perdite di controllo, poiché ciò che non ti concedi, prima o poi diventa irrinunciabile.

Così nascono le tanto temute abbuffate!

Il rinunciare a qualcosa porta sempre con sé il desiderio di ciò di cui ci si è privati, se invece ti concedi il piacere di ciò che desideri, dopo un po’ non lo desidererai più così tanto.
Il tentativo di controllo che impone la dieta soprattutto se troppo restrittiva, se inizialmente risulta efficace, nel tempo produce l’effetto opposto conducendoti alla perdita di controllo.

Ti faccio un esempio!

Se decidi di privarti della cioccolata o dei biscotti che a te piacciono tanto, ma ritieni non ti facciano dimagrire, comincerai a desiderarli in modo sempre più intenso e nel momento in cui li avrai davanti farai fatica a controllarli e probabilmente te ne abbufferai. Invece, se per esempio deciderai di concederti un quadratino di cioccolata dopo cena e i biscotti qualche volta a colazione, vedrai che dopo un po’ non li desidererai più così tanto, quindi sarai perfettamente in grado di controllarne la quantità senza perdere il controllo. Alla fine se te li puoi concedere “quando vuoi” perché dovresti abbuffartene?

Dovresti quindi seguire una dieta o meglio un’alimentazione basata sulla libertà del piacere e non sul controllo forzato, poiché quest’ultimo risulterebbe restrittivo.
È necessario trovare un equilibrio tra il piacere e la sana forma fisica, poiché solo in questo modo potrai essere in grado di portare avanti una dieta senza fallire.

Ricorda! Per perdere peso e seguire una dieta dovrai sempre tenere conto del tuo piacere adattando i pasti ai tuoi bisogni, ai tuoi gusti personali e ovviamente alle tue necessità.

Se invece la dieta non asseconda il tuo piacere, non si adatta al tuo stile di vita e non sarà quindi sostenibile nel tempo, prima o poi la mollerai necessariamente.